FORZA ITALIA NEWS

BONDI, LA RUSSA, VERDINI: Nostra sarà  manifestazione di proposta e non protesta
Ti proponiamo la dichiarazione dei Coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini in relazione alla manifestazione del Pdl annunciata dal presidente Berlusconi. “La manifestazione che stiamo organizzando, come preannunciato questa mattina anche dal Presidente Berlusconi, sarà squisitamente di proposta. Saranno presenti con Berlusconi tutti e 13 i candidati governatori per illustrare pubblicamente alcuni punti programmatici fondamentali e qualificanti che, in sinergia con il “governo del fare”, s’impegnano comunemente a realizzare nelle rispettive regioni. Alcuni organi di stampa, al contrario, hanno erroneamente attribuito alla programmata manifestazione un mero carattere di protesta, che è invece estraneo all’iniziativa”.

BERLUSCONI: Ai nostri delegati impedita la presentazione delle liste
Ti proponiamo l’intervento di Silvio Berlusconi che durante una conferenza stampa in Via dell’Umiltà ha ricostruito i fatti relativi alla presentazione delle liste del PDL a Roma. "Siamo qui per reagire alla assoluta disinformazione che è stata data al riguardo delle vicende inerenti le liste del Popolo della Libertà a Roma. Intendo fornire una ricostruzione fedele e incontroversibile dei fatti, depurati da tutte le versioni inveritiere ed interessate diffuse da certa stampa. Dico subito che in quello che è accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e ai nostri funzionari. Dalla ricostruzione che mi accingo a farvi si evince con chiarezza che ai delegati Pdl del Lazio è stato impedito di presentare le liste con comportamenti ed atti ben precisi. I nostri rappresentanti si trovavano all’interno degli uffici ben prima del termine previsto.  Infatti questa la cronistoria: Ore 11,35: ingresso in tribunale dei presentatori della lista del Pdl, documentato dalla certificazione della registrazione all’ingresso del signor Giorgio Polesi + 3 persone delegate per la presentazione delle liste. (Allegato 1) Ore 11,40 circa: arrivo davanti alla cancelleria (stanza 23, palazzina A), dei delegati presentatori, con relativa documentazione contenuta, per quanto attiene alle firme autenticate sotto le liste, in uno scatolone. Circostanza documentata da 3 dichiarazioni

BONDI: Il vero Caimano è Veltroni
"Ciò che indigna e indispettisce dell’intervista di Veltroni a Repubblica non sono le sue opinioni, bensì la sua prosopopea, il suo presentarsi come il rappresentante del buono contro il male, anche nei confronti dei suoi compagni di partito attaccati anche se mai citati, il suo ergersi a paladino di tutte le cause più nobili rispetto al restante degrado della politica. In realtà la sua presunta bontà, la sua somma leggerezza politica e culturale hanno prodotto più conseguenze negative nel suo partito e nella vita politica italiana, come dimostra l’alleanza con Di Pietro, di qualunque altro fenomeno più deteriore della politica. Quello che tuttavia non riesco a comprendere è come Veltroni possa sentirsi in diritto di parlare di Berlusconi dall’alto in basso, quasi da un pulpito di superiorità politica e morale, fino al punto di giungere all’estremo dell’ipocrisia: fingere di premurarsi che il finale del Caimano, il film di Moretti, non coincida con la storia del Presidente del Consiglio.  Che buffa la politica in Italia! Se i cittadini potessero conoscere maggiormente il lato umano e personale degli esponenti politici, se potessero conoscere da vicino sia Berlusconi che Veltroni, capirebbero finalmente chi rassomiglia di più ad un caimano, chi sia meno stimabile e apprezzabile." Lo

STRACQUADANIO: In corso offensiva del Pd contro di noi
"Stiamo assistendo a un’iniziativa politico-giudiziaria, a un uso politico della giustizia da parte del PD". Lo ha affermato ai microfoni di CNRmedia il senatore del PdL Giorgio Stracquadanio, che ha osservato: "Esempi concreti? Penso a quel magistrato romano che, come ha documentato ’Il Giornale’, ha nel suo ufficio un ritratto di Che Guevara. Mi preoccuperei se un magistrato avesse qualunque ritratto di uomo politico nel suo ufficio. Figuriamoci se un magistrato ha un ritratto di Che Guevara. Non credo che possa essere equilibrato nel svolgere il suo compito. E, guardacaso, quel magistrato ha chiuso la porta in faccia agli esponenti del PdL invece di registrare se la consegna era avvenuta in ritardo o meno. In Lombardia e’ stato concesso ai radicali di spulciare nelle liste altrui. Il Pd sta giocando a sbattere fuori gli avversari dalla competizione elettorale. I pronunciamenti della giunta rossa del Piemonte, della giunta rossa uscente del Lazio, la presenza dell’avvocato PD nel Tar del Lazio... sono elementi che preoccupano. E’ inatto una iniziativa politico-giudiziaria contro il PDl, c’e’ un’uso politico della giustizia".  

BOCCHINO: Tar non ha tenuto conto sentenza Consulta 2003
 "La decisione del Tar del Lazio di non applicare il decreto legge approvato la scorsa settimana dal governo non ha tenuto conto della sentenza della Corte Costituzionale 303 del 2003 che ha riconosciuto allo Stato il potere di legiferare anche quando le Regioni l’abbiano a loro volta gia’ fatto in materia di legislazione concorrente, cosi’ com’e’ la materia elettorale".  Lo ha affermato Italo Bocchino, presidente vicario del Gruppo Pdl alla Camera. "Secondo la Consulta lo Stato puo’ intervenire se c’e’ la necessita’ di evitare il rischio della ’ineffettivita’ delle pubbliche funzioni. Solo la Corte, quindi, puo’ valutare l’ammissibilita’ dell’intervento statale e il Tar non puo’ disapplicare la legge".

RONCHI: Fini fonda nuovo partito? Mi sembra fesseria
"L’idea che Fini possa fondare un altro partito dopo il voto, come riportato da alcuni organi di stampa, mi sembra una fesseria". Lo ha affermato il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi.

ALFANO: Il Governo è con magistrati minacciati da mafie
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in una lunga telefonata al procuratore capo di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, ha ribadito l’assoluta vicinanza del governo ai magistrati degli uffici calabresi, piu’ esposti, in questo momento, nella lotta alla criminalita’ organizzata. "Sono certo -ha affermato Alfano- che il procuratore Spagnuolo, da questo grave gesto intimidatorio, trarra’ maggiore forza nella ferma convinzione che il percorso intrapreso e’ quello giusto, poiche’ tutti insieme, governo, magistratura, forze dell’ordine, politiche e societa’ civile, possiamo conseguire, al piu’ presto, l’ambito risultato di avere un Paese finalmente libero, scevro dal pesante giogo della criminalita’ e dalle sue logiche efferate. Il vile avvertimento al procuratore Spagnuolo rivela ancora una volta la paura e il disorientamento in cui si trovano ormai i clan della ’ndrangheta. E la loro paura e il loro disorientamento sono il termometro dell’impegno, del lavoro e dei successi di quanti, in prima linea, combattono per l’affermazione dei principi di legalita’ e di giustizia".

BONDI: Gli intellettuali portino idee, non piagnistei
Ti proponiamo l’intervento del nostro Sandro Bondi (Il Giornale di lunedì 8 marzo) a commento dell’editoriale di Ernesto Galli della Loggia  pubblicato domenica 7 marzo 2010 su "Il Corriere della Sera"   Caro Direttore, dopo qualche giorno di meditazione, ieri Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera ha finalmente risposto alla lettera con la quale i coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa, Denis Verdini e il sottoscritto, avevano replicato alle critiche contenute in un editoriale che, proprio per l’inusuale asprezza dei toni e dei contenuti, il quotidiano milanese aveva ritenuto in un primo momento di non pubblicare.  Nella risposta Galli della Loggia compie una sostanziale retromarcia, non solo per la forza degli argomenti addotti dai tre coordinatori del Pdl, quanto - forse - per avere capito di avere ecceduto nell’editoriale scritto qualche giorno prima. L’attacco virulento al Pdl si basava, infatti, sulla tesi, ripetuta in tutte le salse da almeno dieci anni, secondo cui la cultura liberale in Italia non avrebbe prodotto nulla di rilevante sul piano politico, né durante il potere democristiano né tantomeno durante l’epoca berlusconiana. Da questa convinzione, scaturisce tutta la sua ripugnanza prima per Forza Italia e ora per il Pdl, attraverso un giudizio tanto impietoso quanto preconcetto, che non

SCAJOLA: Il Pd guidato dal guerrafondaio Di Pietro
"C’e’ un’atmosfera francamente inspiegabile, in cui si arriva ad attaccare anche il Capo dello Stato e addirittura ad organizzare una manifestazione col Pd, ormai guidato da Di Pietro, che scende sulle piazze di Italia per contestare il fatto che in una democrazia si possa scegliere tra diversi partiti".  Lo ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che ha osservato: "Se e’ vero che c’e’ stato qualche pasticcio nella presentazione di alcune liste e’ altrettanto vero che c’e’ stata un’interpretazione sbagliata di alcuni uffici elettorali. E quindi, giustamente, il dovere principale di un Paese democratico e’ di garantire a tutti di poter votare". "Forse qualcuno pensava di vincere, perche’ mancava l’avversario. E’ come, se andassimo a disputare una partita di calcio, con una squadra sola e dall’altra parte nessuno e’ gravissimo questo ed e’ gravissimo che si tiri in mezzo anche il Capo dello Stato. E’ l’ulteriore dimostrazione che questa sinistra italiana e’ comandata da un guerrafondaio come Di Pietro, che e’ solo capace a rompere e a distruggere".

BERLUSCONI: La sinistra è ammanettata a Di Pietro
"La sinistra che ormai si e’ ammanettata a Di Pietro, che e’ il partito dell’odio e dell’invidia sociale, vuole fare dell’Italia uno stato di polizia dominato dall’oppressione tributaria e giudiziaria. La nostra missione, quindi, ancora una volta e’ quella di opporci a questo disegno illiberale per difendere la democrazia e la liberta’ nell’interesse di tutti". Lo ha affermato il presidente Berlusconi a conclusione del video messaggio proiettato in occasione di una manifestazione elettorale a sostegno del candidato di Lega e Pdl alla presidenza del Piemonte, Roberto Cota. Ripercorrendo l’attivita’ svolta dall’esecutivo, il premier ha sottolineato che gli elettori in occasione delle prossime elezioni regionali sono chiamati "a fare ancora una volta una scelta di campo tra un governo del fare e una sinistra delle critiche e delle chiacchiere, tra un governo che risolve le emergenze e fa le riforme e una sinistra che sa solo dire dei no e semina pessimismo e catastrofismo, un governo - ha concluso - che viene rispettato nel mondo e un’opposizione anti italiana". In precedenza Silvio Berlusconi era intervenuto telefonicamente alla manifestazione elettorale di Stefano Caldoro, candidato alla presidenza della Regione Campania. "Le regionali sono ancora una volta una scelta tra noi, tra un Popolo della Liberta’ che ha

VALDUCCI: Da Di Pietro il disprezzo per il Colle
"Di Pietro non ha nessuna considerazione degli italiani: volendo mettere sotto accusa il presidente Napolitano per aver firmato il decreto interpretativo dimostra disprezzo verso uno dei pochi fattori unificanti del nostro Paese.   Tutto cio’ e’ inaccettabile. La verita’ e’ che Di Pietro e’ stato smascherato: pensava di vincere le elezioni a tavolino, dimostrando per l’ennesima volta di non sapere cosa sia la democrazia". Lo ha dichiarato, durante un incontro elettorale dei Club della Liberta’ a Cava dei Tirreni, Mario Valducci, presidente Commissione Trasporti della Camera e Responsabile vicario Enti Locali del PdL.

L'AMORE VINCE SEMPRE SULL'INVIDIA E SULL'ODIO
"L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio" raccoglie una parte dei messaggi di sostegno pervenuti a www.forzasilvio.it, nei giorni immediatamente seguenti l’aggressione subita dal premier in piazza Duomo a Milano, accompagnati con una riflessione-appello di Silvio Berlusconi, scritta appositamente per il libro.  I contenuti "extra" - il testo del discorso della "Discesa in campo", la parte del discorso del presidente Berlusconi al congresso fondativo del 27 marzo 2009 nei quali descrive l’orgine e i valori del PDL, la sintesi delle realizzazioni del governo da maggio 2008 a gennaio 2010 - completano il libro, rendono ancora più evidente la sintonia tra il leader e il suo popolo e chiariscono la "carta d’identità" del Popolo della Libertà. Questo libro, a differenza dei soliti libri dei politici, è un libro "popolare" nel senso vero della parola, perchè è nato dalla gente (e da internet):. E’ un dialogo tra Berlusconi e il suo popolo: dalla lettura dei messaggi emerge prepotente l’affetto nei confronti di Silvio. Una realtà unica nei rapporti tra un leader politico e i cittadini, non solo in Italia. Forse solo Obama durante la sua campagna elettorale ha saputo suscitare un sentimento simile.  ------------- "(...)Come segno di riconoscenza, ho deciso di raccogliere in questo libro una selezione dei tanti messaggi di sostegno

STAMPA E DIFFONDI - PETIZIONE POPOLARE AL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO: Il crocifisso va rispettato
Signor Presidente, la recente sentenza della Corte europea dei diritti umani turba, inquieta e disturba la nostra coscienza di cittadini europei. Se la Corte europea, con una sua sentenza, elimina il crocifisso dalle scuole, cioè l’immagine dell’uomo-Dio in cui credono milioni di cittadini, , il nostro essere europei riceve un colpo mortale. Non potremmo più riconoscerci in un’Europa che cancella per via giudiziaria i valori ed i simboli che hanno contribuito a fare dei nostri Paesi ciò che essi hanno rappresentato per la civiltà universale.  Non siamo contro i valori rappresentati da altre visioni del mondo, ma desideriamo che la nostra cultura e le nostre tradizioni vengano rispettate e tutelate. Non possiamo accettare, come cittadini europei, che l’Unione mortifichi ed annulli le differenze. La nostra “differenza” va convintamene salvaguardata e l’iconografia che tradizionalmente esprime i nostri valori va assolutamente rispettata. Il Parlamento europeo, che è l’espressione della volontà popolare, deve garantire il rispetto della nostra tradizione, altrimenti l’Europa sarebbe percepita soltanto come una organizzazione mercantile, senza anima e vuota di senso. Non erano queste le ragioni e le finalità che hanno spinto i Padri fondatori a dar vita alle Comunità europee. Essendo un diritto umano anche quello che pretende il rispetto di sé,



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